Ricevo spesso messaggi da colleghi e famiglie che si trovano in difficoltà al momento di mettere in regola un rapporto di lavoro. Proprio di recente, una collega mi ha scritto: “Lavoro 24 ore settimanali e mi danno 1.000 euro al mese. La famiglia vuole mettermi in regola ma so che non si può fare un contratto come OSS tra privati. Qual è il contratto migliore?”.
Questo dubbio è comune a tantissimi professionisti e famiglie a Roma. Facciamo chiarezza una volta per tutte, guardando cosa dice la legge ⚖️
❌ Il “Contratto OSS” tra privati non esiste
La collega ha perfettamente ragione su un punto: un privato cittadino (una famiglia) non può assumere qualcuno con la qualifica contrattuale di “OSS”. Il profilo professionale dell’Operatore Socio-Sanitario esiste solo se si viene assunti da strutture sanitarie, cooperative, cliniche o aziende ospedaliere.
Quando si lavora direttamente per una famiglia a casa, il contratto di riferimento è sempre il CCNL Lavoro Domestico (Colf e Badanti) 🏠
🎯 Qual è il livello giusto nel Contratto Domestico?
Anche se sul contratto ci sarà scritto “Badante” (o meglio, Assistente familiare), le competenze di un OSS qualificatosi fanno valere nella scelta del livello di inquadramento:
- 🔹 Livello C Super (CS): È il livello per gli assistenti familiari a persone non autosufficienti che nonpossiedono un diploma o un titolo specifico riconosciuto.
- 🔸 Livello D Super (DS): È il livello corretto per chi assiste persone non autosufficienti ed è in possesso di una formazione specifica (come l’attestato OSS). Scegliere questo livello tutela la professionalità del lavoratore e garantisce alla famiglia una prestazione di alto profilo.
💰 24 ore per 1.000€ al mese: va bene?
Facciamo due calcoli pratici. Secondo le tabelle retributive del lavoro domestico, la paga minima oraria per un livello CS o DS si aggira tra i 7,50€ e i 9,50€ all’ora.
Lavorando 24 ore a settimana (quindi un part-time), uno stipendio di 1.000 euro netti al mese è un ottimo compenso, decisamente superiore ai minimi contrattuali di legge! Significa che la famiglia riconosce il valore della professionista.
⚠️ Attenzione però ad un dettaglio fondamentale: la collega deve assicurarsi che nei 1.000 euro al mese siano compresi o esclusi i contributi INPS, la tredicesima e il TFR. Per questo, il consiglio migliore è sempre quello di farsi fare una simulazione della busta paga da un CAF o da un consulente del lavoro per evitare brutte sorprese in futuro.
🤝 La soluzione per le famiglie che cercano serenità
Mettere in regola un lavoratore in autonomia, calcolare le ferie, i contributi e gestire la burocrazia può diventare un secondo lavoro stressante per una famiglia che sta già affrontando la malattia di un caro.
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